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Fake news "E tu cosa condividi ?"
16 maggio 2019
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A chi non è mai capitato di condividere erroneamente sui social network una fake news?

Sbagliarsi è facile: è quindi importante, per chi frequenta il mondo insidioso del web, condividere le notizie consapevolmente, facendo Fact-checking, ovvero verificando le fonti per accertarsi che gli avvenimenti citati siano veri.

Con questo obiettivo, Sky Academy ha ospitato nella propria sede milanese oltre 70 ragazzi di scuole superiori delle province di Milano e Sondrio, per un evento dedicato al Fact-checking applicato ai social network dal titolo: “Fake News _ E tu, cosa condividi?”.

Ad aprire l’incontro Daniele Troilo, giornalista di skytg24.it, che ha spiegato ai partecipanti il grande lavoro di ricerca e verifica delle fonti che viene messo in atto nella redazione di un telegiornale, prima che una notizia venga divulgata.

A seguire l’intervento via Skype di Nicola Bruno, giornalista di cultura digitale e rappresentante dell’associazione Fact Checkers Italia, che ha illustrato i principali strumenti di Fact-checking online che ogni fruitore del web dovrebbe utilizzare prima di condividere una notizia, per smascherare eventuali “bufale”.

Infine è intervenuta Chiara Piotto, giornalista di Sky TG24 specializzata in giornalismo digitale, che ha spiegato alla giovane platea in che modo le tecniche del Fact-checking si possano applicare anche ai principali social network, primi fra tutti Facebook e Instagram, teatro quotidiano di condivisione di fake news.

Gli studenti, divisi in gruppi di lavoro, sono poi stati chiamati a simulare il lavoro dei giornalisti prendendo parte ad un laboratorio interattivo. Improvvisandosi fact-checkers e immaginando di essere i gestori dell’account Instagram di Sky Tg24, hanno provato a spiegare il lavoro di ricerca e verifica messo in atto prima di condividere una storia sul social, per dimostrare la veridicità della notizia raccontata.

Si è trattato di un incontro stimolante, che ha fatto riflettere i giovani su quanto sia importante pensare e informarsi prima di condividere: il rischio è alto, perché nel giro di pochissimo tempo una bufala può arrivare a milioni di utenti, creando disinformazione e rendendo tutti più ignoranti (e controllabili).

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