ArteVisione

Scopri il progetto

ArteVisione è un progetto a sostegno della creatività. Nato dalla collaborazione fra Careof e Sky, offre opportunità di crescita professionale ai giovani emergenti della scena artistica italiana, attraverso un percorso di formazione specifico e la produzione di un’opera video. Attraverso il focus sulla generazione di artisti under 30 Artevisione offre un workshop professionalizzante per 10 finalisti selezionati in presenza di un visiting professor.

Edizione 2017

I progetti per ArteVisione 2017 devono proporre una riflessione sul tema Memoria & Identità. La memoria collettiva determina e costruisce la nostra identità culturale e al contempo subisce un processo costante di rilettura filtrata dalle urgenze del presente. Ricodificata, innesca così un'azione di interpretazione continua di se stessa e di un reale sempre più frammentato e in continua evoluzione.

Possono partecipare al bando ArteVisione gli artisti italiani o residenti in Italia nati dopo il 31 dicembre 1985. La partecipazione al concorso è gratuita.
COMITATO DI SELEZIONE
CHIARA AGNELLO
Curatore Careof
DENIS ISAIA
Curatore Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
ROBERTA LISSIDINI
Sky Academy
PAOLO MORETTI
Direttore Festival International du Film de La Roche-sur-Yon, Membro del Comitato di Selezione FIDMarseille, Consigliere di programmazione Vision du Reél
ROBERT PISONI
Direttore Sky Arte HD
IOLANDA RATTI
Conservatore Museo del Novecento, Milano
TEAM
CHIARA AGNELLO
Careof - Curatore ArteVisione
MARTA BIANCHI
Careof - Responsabile di progetto
MARZIA KRONAUER, ROBERTA LISSIDINI
Sky Academy - Responsabili di progetto
ROBERTO PISONI
Direttore Sky Arte HD
Dino Vannini, Erika Minoia, Gaia Pasetto
Sky Arte HD - Coordinamento
ROSSELLA TERZOLO
Careof - Rapporti corporate
Silvia Cataudella
Careof - Assistente di progetto
Scarica il bando della edizione 2017
Un percorso di crescita
ArteVisione offre ai 10 finalisti un workshop inteso come momento di approfondimento della produzione e distribuzione di un’opera video. La settimana di confronto con professionisti di settore permetterà inoltre di analizzare, sviluppare e valutare i dieci progetti. Fra questi al termine del laboratorio, sarà individuato il vincitore.
primo premio
PRIMO PREMIO

ArteVisione 2017 offre ad un artista italiano under 30 un premio di produzione per la realizzazione di un'opera video e 4 mesi di residenza presso Careof a Milano.

secondo premio
SECONDO E TERZO CLASSIFICATO

ArteVisione offre un workshop personalizzato presso SAE Institute o 3 mesi di residenza presso Careof.

Suddiviso in seminari della durata di un giorno propone i seguenti moduli: introduzione alle organizzazioni Careof e Sky, incontro con Omer Fast e confronto sul suo lavoro artistico, approfondimento del tema del bando e analisi del metodo di lavoro e della poetica delle opere realizzate dagli artisti, la professione di Direttore della Fotografia e di tecnico del Suono, il montaggio e i format televisivi, la produzione, la gestione del budget e la distribuzione delle opere video: gli aspetti legali e contrattuali della produzione e vendita delle opere d’arte e conservazione delle opere video.

Gli incontri si svolgono nella settimana dal 16 al 24 gennaio 2017.
I professionisti
Alessandra Donati

Alessandra Donati

Docente di Diritto Comparato dei Contratti all’Università Milano-Bicocca, e di Art Law al Corso Avanzato di Contemporary Art Markets – NABA, avvocato, si occupa di Art Law ed in particolare di problematiche giuridiche connesse all’arte contemporanea.
È Vicepresidente del Comitato Scientifico dell’Associazione Italiana degli Archivi d’Artista e membro del Board di Careof. Nel 2015 è nominata vincitrice della seconda edizione del premio internazionale: “Jacques Derrida / Law and Culture’ International Chair of Philosophy”.
Maurizio Grillo

Maurizio Grillo

Dal 2008 collabora con Sky nella realizzazione e nel montaggio di diversi contenuti sia per i Canali di Sport che per quelli di Cinema e Entertainment.
Nel 2010 viene presentato al Festival di Cannes Le quattro volte di M. Frammartino all’interno della Quinzaine des réalisateurs, di cui firma il montaggio. Il film acclamato dalla critica vince numerosi premi e viene distribuito in più di trenta paesi.
Negli ultimi 3 anni coniuga il lavoro di montatore e realizzatore per la televisione (Sky e Discovery), con la partecipazione a progetti di cinema e documentario.
Edoardo Carlo Bolli

Edoardo Carlo Bolli

Dopo aver studiato lettere e storia all’università, inizia a lavorare sui set cinematografici nel reparto di fotografia, come macchinista. Nel 2010 inizia la sua carriera come direttore di fotografia nel campo dei video musicali, dei film di moda e della pubblicità. In sei anni realizza oltre duecento produzioni che lo hanno portato a viaggiare molto tra la California, il Brasile e l’Europa. Nel 2013 esordisce con il suo primo film, “La Santa”, di Cosimo Alemà un noir ambientato nel sud Italia prodotto da Raicinema.
Mirco Mencacci

Mirco Mencacci

Titolare dal 1981 della ditta S.A.M Sistemi Audio di Memorizzazione (studio di registrazione e di post-produzione cinematografica a Lari (Pi), etichetta discografica, edizioni musicali, librarie e video) e sound designer.
È altresì ideatore del sistema Spherical Sound, che utilizza nei suoi lavori, e di un parco tematico sul suono, in fase di realizzazione. Realizza e collabora a più di 340 film, telefilm, documentari, cortometraggi e sonorizzazioni in ambito cinematografico, televisivo, homevideo con registi come Michelangelo Antonioni, Nanni Moretti, Marco Tullio Giordana, Vittorio de Seta, Ferzan Ozpetek e realizzato restauri sonori come quello del materiale discografico del 1939 per il film Fascisti su Marte di Corrado Guzzanti.
Ha tenuto conferenze, seminari e master sul suono nel cinema in Europa e oltre oceano presso istituti didattici, università’ e festival cinematografici.
Mirco Mencacci

Iolanda Ratti

Concentra la sua ricerca sulle questioni pratiche e teoriche legate alla conservazione dell’arte contemporanea, con particolare riferimento alle installazioni video e alle pratiche immateriali. Si laurea in Storia dell’Arte nel 2003 presso l’Università degli Studi di Milano, frequenta un master presso il MECAD di Barcellona sull’utilizzo dei Nuovi Media e un corso intensivo di formazione specialistica organizzato da ICCRO M sulla conservazione di immagini in movimento e suono.
Consegue presso l’Università degli Studi di Milano il diploma di specializzazione con una tesi sulla presentazione e conservazione delle installazioni video, diventa co-coordinatrice di Incca Italia (International Network for the Conservation of Contemporary Art) e dal 2014 ricopre il ruolo di conservatrice presso il Polo Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Milano.
È conservatrice free-lance presso HangarBicocca, Milano e collabora con Iccrom al progetto SOI MA (Safeguarding Sound and Image Collections).
Davide Ferazza

Davide Ferazza

Nato nel 1980 a Milano, ha conseguito una laurea specialistica in filosofia estetica e un master in Marketing e Performings arts presso l’Università Bocconi di Milano (SDA) e ha lavorato presso il Piccolo Teatro di Milano occupandosi della produzione video.
Ha curato, tra gli altri, documentari su Pina Baush, Lluis Pasqual e Luca Ronconi, lavorando per diverse case di produzioni milanesi fino a fondare Withstand nel 2012, compagnia di produzione indipendente che lavora per ADV, animazione d’autore e documentari.
mentor
Omer Fast
Nato a Gerusalemme nel 1972 è cresciuto tra Israele e New York.
Ha ricevuto un BFA presso la Tufts University e il Museum of Fine Arts di Boston nel 1995, e un MFA presso l'Hunter College di New York City nel 2000.
Nel 2015 una mostra monografica itinerante dell'opera di Fast è stata presentata al Jeu de Paume di Parigi, in collaborazione con il Baltic Center of Contemporary Arts di Gateshead e Kunsten Museum of Modern Art di Aalborg.
Noto per opere video che mettono in discussione le convenzioni della narrazione, reportage dei media e rappresentazione storica, Fast definisce un nuovo rapporto tra realtà e finzione.
Utilizza tecniche cinematografiche e strutture narrative complesse per esplorare il modo in cui le storie, e di conseguenza la storia e l'identità, si formano.
E’ interessato a esplorare la costruzione di narrazioni, in particolare come le storie cambiano quando provengono da diverse prospettive. Indebolendo il divario tra la 'realtà' e la 'rappresentazione' e tra il documento e l’artificio, la sua pratica interroga la natura delle immagini e il loro potenziale di veridicità.
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Il vincitore dell'edizione 2017 verrà annunciato a febbraio 2017.

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Le edizioni precedenti

La trasmissione del sapere, la conservazione della memoria, i meccanismi di accesso alle informazioni, la circolazione delle idee, delle immagini così come delle merci sono alcune delle possibili declinazioni dell'importanza che la tecnologia riveste nella nostra epoca, contribuendo a riconfigurare anche per l'artista un più ampio e diverso spazio d'azione.

Le proposte di progetto per Artevisione 2016 devono offrire una riflessione sul ruolo attribuito alla tecnologia quale fattore di trasformazione dell'individuo e dell'intera società

Riccardo Giacconi - vincitore ArteVisione 2016

Nato non 1985 a San Severino (Marche), dopo aver studiato nell'univeristà IUAV con periodi di studio alla UWE di Bristol e alla New York university, oggi vive a Venezia.
Nel 2007 ha co-fondato il collettivo Blauer Hase con cui cura la pubblicazione periodica Paesaggio e il festival Helicotrema.

Il progetto

Riccardo Giacconi, per il progetto ArteVisione ha lavorato ad un ritratto vide di Alberto Camerini.
Attraverso una serie di convenzioni e un montaggio di materiali d'archivio inediti, verranno evocati i diversi momenti della carriera del cantautore, in parallelo con il suo interesse per la Commedia dell'Arte, il Settecento venezian e, in particolare, Tiepolo: la sua "più grande ispirazione".

Cerchio (Luca Trevisani, 2015)

Opera omaggio all'architettura modernista di Villa Girasole e al suo particolare rapporto con il sole.
Da qui, e attraverso il coinvolgimento del coreografo Michele di Stefano, Trevisani propone un'intensa indagine della condizione umana e della relazione dialogica e speculare tra luce e tempo.
L'opera di Luca Trevisani "Cerchio" è stata presentata l'11 Febbraio 2016 nella Sala Fontana del Museo del 900, dove è stata esposta sino al 21 Febbraio.
Il film è stato proiettato in loop ogni sera dalle 17.30 in poi.

Luca Trevisani

Yuri Ancarani | (Ravenna, 1972)

Yuri Ancarani è video artista e film-maker. Le sue opere nascono da una continua commistione fra cinema, documentario e arte contemporanea.
Sono il risultato di lunghe ricerche tese ad esplorare i limiti del visibile, spesso intese come sfide personali in cui l'artista si immerge in prima persona.
Ancarani indaga la realtà italiana, attraverso le persone alle quali si avvicina; ponendosi come interlocutore alla pari, osserva, raccoglie, racconta.
Si concentra su luoghi esistenti. Il paesaggio, i cantieri, gli spazi di lavoro diventano i suoi set. A partire dai lavori che raccontano la Riviera Romagnola, colta nella sua dimensione più estraniante e inconsueta.
Sino alla recente trilogia incentrata sul tema del lavoro e sulla relazione tra la macchina e l'uomo.

San Siro | 2014

San Siro è un film che gravita intorno all'universo del calcio, uno sguardo silenzioso sugli aspetti meno visibili del tempio di questa disciplina: lo stadio, nello specifico San Siro di Milano.
Restando lontano da ciò che viene abitualmente ripreso, l'opera si sofferma sulla messa in atto dello spettacolo e sulla laboriosa preparazione di una partita dove addetti ai lavori, tecnici, registi, operai diventano i protagonisti inconsapevoli del racconto.
Come attori con una loro precisa coreografia rivelano l'inimmaginabile produzione del "dietro le quinte" fatta di gesti ripetuti in una dimensione senza tempo e azioni semplici come ridipignere le linee del campo, far scorrere i cavi per la diretta televisiva o ispezionare ogni singolo ambiente.
Dall'altra parte, i calciatori, incredibilmente umani, si avvicinano all'ingresso della grande arena.
Il progetto, nato all'interno di ArteVisione, ha avuto un ulteriore sviluppo grazie all'affiancamento del Museo MAXXI - Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo - di Roma nell'ambito del Premio MAXXI 2014.

Francesco Bertocco | (Milano, 1983)

Francesco Bertocco è artista e filmmaker.
Concentra la sua ricerca sulla complessità linguistica del genere documentario con particolare attenzione alla relazione con l'immaginario scientifico.
L'indagine della pratica psicoterapeutica è stata al centro di molti suoi lavori.
Nell'intento di porre l'accento sul rapporto medico/paziente e sullo spazio fisico della terapia, è arrivato a ricreare vere e proprie sedute di psicoanalisi.
Il punto d'origine dei suoi progetti è spesso legato all'incontro con uno specifico materiale d'archivio.
In alcuni casi ad attirare la sua attenzione sono riprese di Mise en scène di sedute di analisi, realizzate in ambito universitario a scopo didattico, in altri sono i cosiddetti "educational films" - brevi film americani, diffusi durante la guerra fredda a carattere educativo e propedeutico - in altri ancora materiali provenienti da famiglie anonime.
L'intervento successivo è poi quello dell'analisi linguistica.
Manipolando found footage con il montaggio digitale svela i meccanismi alla base della rappresentazione, nell'intento di sollecitare una dimensione critica nello spettatore e portare al paradosso lo stesso messaggio del filmato originario.
La sua produzione più recente ha indagato le dinamiche familiari, raccogliendo testimonianze video degli Anni Ottanta come sedute di psicoanalisi di gruppi familiari.

Family Show | 2013

In Familiy Show non c'è ricostruzione o creazione di una messa in scena come spesso accade nelle opere di Bertocco, ma confronto diretto con un materiale umano estremamente ricco.
In occasione della sua produzione per ArteVisione, affascinato dalla forza mediatica dei reality show e dalla loro capacità di spettacolarizzare l'esistenza umana, si confronta con l'imponente macchina organizzativa di X-Factor.
Non tanto per raccontare il momento dello spettacolo, quanto piuttosto per immergersi in quel flusso umano che invade i luoghi del casting, fatto di aspiranti famosi, genitori, amici, parenti, curiosi.
La macchina da presa è un occhio indiscreto che si aggira fra la folla, nel tentativo di isolare parole ed emozioni delle famiglie dei partecipanti.
Il metodo è quello dell'indagine, articolata attraverso interviste in cui pone domande semplici e dirette sulla composizione del nucleo famigliare, sui rapporti fra i membri, gli studi compiuti, il lavoro, gli interessi.
Bertocco dà così voce ai sogni di giovani pretendenti attraverso le parole di genitori e parenti, per indagarne le aspettative in termini di successo, le speranze e le fragilità.
Il risultato è un ritratto vivido e particolareggiato della famiglia degli Anni 2000, con i cambiamenti, le evoluzioni e le trasformazioni in atto.

Giuseppe Fanizza | (Fasano, 1979)

Giuseppe Fanizza lavora principalmente con la fotografia e il video intesi come strumenti di indagine sul territorio, sul paesaggio sociale e sulla memoria topografica.
I suoi progetti sono spesso concepiti come articolate ricerche audio-visuali.
Partendo da una meticolosa raccolta di tracce, struttura narrazioni progressivamente più ampie, che superano l'oggetto immediato di indagine e restituiscono una visione di insieme sui temi oggetto della ricerca.
E' curatore ed autore di Exposed, piattaforma di ricerca art-based che indaga Milano in occasione di Expo2015, un archivio online e incubatore di progetti di artisti, fotografi, videomakers e ricercatori accomunati dal desiderio di documentare in maniera collettiva una ampia e complessa trasformazione urbana.

Spectaculum | 2013

Spectaculum, un'opera video composta come serie di interferenze della programmazione televisiva.
Il progetto nasce da riprese realizzate in luoghi pubblici dove comunità reali e immaginarie sono intente a fissare lo schermo luminoso, che trasmette eventi sportivi su canali Sky.
Restituendo queste immagini, Giuseppe Fanizza, indaga il flusso percettivo fra spettatore, medium e spettacolo, ovvero fra il soggetto, il mezzo di ripresa e il mezzo di trasmissione dell'immagine.
Rendendo lo spettatore origine e destinazione del flusso di immagini, attiva un corto circuito fra la realtà e la rappresentazione.
L'artista ha voluto così riprodurre un momento di sfasamento, di sospensione, in cui la realtà stessa diventa parte del flusso continuo di sollecitazioni in cui l'immagine dello spettatore - il reale - viene ritrasmessa sotto forma di spettacolo - il rappresentato.
La realtà è spettacolarizzata.

ZimmerFrei | Bologna, Bruxelles (1999)

Nato nel 1999 dalla collaborazione fra Anna Rispoli (1974), Anna de Manincor (1972) e Massimo Carozzi (1967), ZimmerFrei è un gruppo di artisti dalle pratiche trasversali che ha sede a Bologna e Bruxelles.
Lavora tra il territorio delle arti visive e della performance, della musica e del cinema, realizzando opere di vario formato che ridefiniscono ogni volta un linguaggio e necessitano di particolari dispositivi di fruizione: sono ambienti sonori, installazioni video, performance, spettacoli multimediali, film documentari, serie fotografiche, oggetti o prototipi di audiovisione.
ZimmerFrei si dedica all'investigazione di spazi urbani, dai centri storici alle periferie.
Si concentra su zone interstiziali, per raccontare storie e porzioni di reale molto specifiche, dove dettagli di vita vissuta dialogano in un tempo presente, passato e futuro con paesaggi immaginari.
Le loro produzioni - che abbiano origine a Roma, Milano, Bruxelles, Copenaghen, Budapest, Mutonia o Marsiglia - diventano pretesti per sostare a lungo in un singolo punto sino a sprofondare nel tessuto di una città e arrivare a costruire narrazioni intorno all'universo sociale.
Lo spazio urbano è per ZimmerFrei il teatro della vita contemporanea.
La recente serie di film Temporary Cities, dedicata a piccole aree in trasformazione dentro grandi tessuti urbani ne è un esempio.

Intervallo | 2013

Intervallo si compone di nove brevissimi video, intensi ritratti di luoghi all'interno della sede di Sky Italia di Milano.
Ogni intervallo è dedicato a uno spazio diverso ed è caratterizzato da una composizione sonora che mescola registrazioni d'ambiente, musica e suoni elettroacustici, rendendo suono e ambiente un unicum evocativo che trasforma gli ambienti popolati di sogni e figure cinematografiche.
I nove clip si pongono come "intervallo tra le trasmissioni", momenti imprevisti che segnano un cambio di passo, una sospensione nel flusso dei programmi e delle informazioni.
Sono evocazioni, tempi sospesi e immaginazioni libere, brevi fughe dall'altro lato dello schermo che dipingono un immaginario, momenti poetici e sognanti che si nascondo tra le pieghe del lavoro.

Backstage